PRATICA CON ME

NOTE GENERALI PER LA PRATICA:

Sono un’insegnante yoga certificata, ma non sono la TUA insegnante yoga, per questo ti invito a essere responsabile nel modo in cui pratichi questi esercizi, ascolta e rispetta il tuo corpo, mantieni le posizioni con una respirazione lenta e profonda. Se senti dolore o un altro disagio interrompi l’esercizio e riposa.

Consulta sempre il proprio medico prima di iniziare qualsiasi nuovo programma di esercizi.


 

YOGA PER I CRAMPI MESTRUALI

OLYMPUS DIGITAL CAMERAVariante VIRASANA per crampi pre-mestruali e mestruali, con Adi Mudra (gesto del principio universale): chiudere il pollice all’interno delle quattro altre dita e collocare il mudra nel basso addome. Aiuta ad avere coscienza di sé e a non lasciarsi vincere dalle difficoltà. Portare il respiro nell’addome ed espirando spingere il mudra gentilmente verso il corpo. Inspirando rilasciare la pressione del mudra. Terminare la pratica flettendo il busto in avanti, poggiando la fronte su un cuscino. Rilassare le tensioni sul viso e all’interno della bocca e della gola.OLYMPUS DIGITAL CAMERA
La respirazione addominale, rafforzata dalla posizione del mudra, rafforza i muscoli retti addominali, aiuta a rilasciare la coagulazione e aumenta il tono muscolare vaginale, massaggia gli organi addominali e accelera la disintossicazione e ripristina il flusso vitale.
Il piegamento in avanti rafforza la schiena e i fianchi ed è benefico in caso di emicrania da sindrome premestruale.
Puoi nutrire la tua pratica autobenedicendo il tuo grembo:
“Benedico il mio grembo,  il luogo dove accolgo i miei valori, i miei desideri e le mie creazioni. Possa il mio corpo guidarmi verso la gioia”.


 

MEDITAZIONE SULL’AMORE

Jon Kabat-Zinn nel suo Programma per la riduzione dello stress e per il rilassamento propone questa meditazione sull’amore che amo molto e che vi consiglio di praticare regolarmente per permettervi di sperimentare l’amore, il perdono e la gentilezza amorevole, qualità che sono sempre presenti in noi.

IMG_6145Per praticare questa meditazione è sufficiente trovare un luogo calmo e tranquillo e, dopo aver calmato la mente con alcuni respiri profondi, richiamiamo coscientemente sentimenti di amore verso noi stessi ripetendoci mentalmente:
Possa io essere felice,
Possa io essere liber* dall’ira e dall’odio,
Possa io essere pien* di compassione e di tenerezza verso me stess*
In seguito visualizziamo una persona a cui teniamo particolarmente, la sentiamo lì nel nostro cuore e le auguriamo felicità e amore:
Possa tu essere felice,
Possa tu essere liber* dal dolore e dalla sofferenza,
Possa tu provare amore e gioia
Continuiamo così rivolgendo questa benedizione a tutte le persone che amiamo che ci vengono in mente.
Poi individuiamo una persona con la quale abbiamo invece un rapporto difficile, verso cui non abbiamo sentimenti amichevoli ed intenzionalmente coltiviamo nei suoi confronti la stessa compassione e gentilezza amorevole che abbiamo provato nei confronti dei nostri amici e familiari, abbandonando il risentimento e l’antipatia e cerchiamo invece di guardarla come un essere intero, che prova sentimenti, dolore e sofferenza e che come tale merita amore e tenerezza. Se questa persona ci ha ferito, deliberatamente la perdoniamo e se le abbiamo fatto del male, le chiediamo di perdonarci, lasciando cadere il nostro risentimento, il nostro sentirci feriti. Non importa se questa persona sia viva o morta. Liberiamo e alleggeriamo il nostro cuore con questo perdono:
Possa tu essere felice,
Possa tu essere liber* dal dolore e dalla sofferenza,
Possa tu provare amore e gioia.
Continuiamo così, espandendo il campo del nostro amore ancora di più, includendo tutti coloro che soffrono, che hanno bisogno di affetto e cura, fino ad abbracciare tutti gli esseri viventi sul pianeta terra e la stessa terra.

Concludiamo la meditazione, ritornando al nostro corpo, al nostro respiro che ci sta respirando e restiamo ancora un po’ nello spazio del cuore alimentato  dai nostri sentimenti di calore, generosità e amore verso tutti gli essere.

Pratica questa meditazione per sentirti in pace con te stess* e ogni volta che ti senti in conflitto e che il tuo cuore si chiude nell’egoismo o nei sentimenti autodistruttivi.

“La guarigione è una trasformazione del tuo modo di vedere, piuttosto che una cura di certi sintomi. Comporta il riconoscimento della tua interezza e, nello stesso tempo, del tuo essere connesso a ogni altra cosa”.
Jon Kabat-Zinn, Vivere momento per momento

Buona pratica e buona leggerezza a tutt*

 


PRATICA PER LA LUNA NUOVA IN ACQUARIO 

L’Hatha (Ha= Sole Tha= Luna) Yoga è la pratica della danza tra il Sole e la Luna all’interno del corpo umano, attraverso la pratica possiamo beneficiare della saggezza del Sole e della Luna per il benessere del nostro corpo

La Luna nuova rappresenta l’inizio di un nuovo ciclo, il momento migliore per stabilire una nuova intenzione o per rilasciare qualcosa che non è più necessario, nella pratica indirizzata ad una parte specifica del corpo, l’energia della luna nuova può aiutare a rilasciare le memorie trattenute in quella zona che causano tensioni, malessere, traumi.

Ogni parte del corpo è correlata ad un segno zodiacale, il segno dell’Acquario è associato alle caviglie.

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POSIZIONE DI STIRAMENTO DELLE CAVIGLIE (URDHVAJANUAASANA)

Questa posizione apre e rafforza le caviglie, stimola i meridiani che scorrono attraverso le caviglie e i piedi (rene e vescica, stomaco e milza, fegato e vescica biliare)

Le caviglie e i polsi sono zone ad altissima concentrazione energetica. In particolare e caviglie indicano lo sviluppo delle radici, ci permettono di esprimere la nostra capacità decisionale, di cambiare posizione nella vita. Il suolo simbolizza la realtà e la caviglia ci dà la stabilità o la mobilità.

Le caviglie ci parlano anche delle nostre difficoltà di relazione come mancanza di stabilità o di elasticità rispetto ad esse.

Buona pratica e buoni respiri


 

LA PRATICA DEL PERDONO

Nella pratica mindfulness è fondamentale perdonare se stessi per la nostra salute mentale, per lasciar andare il dolore e dare dignità e armonia alla nostra vita. Perdonare è il modo migliore per andare avanti: “Perdonare significa rinunciare a ogni speranza di un passato migliore”.

Perdonare è un atto coraggioso che richiede tempo e paziente ripetizione. La pratica mindfulness che ti suggerisco oggi è quella suggerita da Jack Kornfield: praticare cinque minuti di perdono, per te stesso e per gli altri, due volte al giorno per sei mesi, il che significa perdonare trecentosessanta volte!path-to

Durante la pratica inspira con delicatezza nel cuore ed espirando lascia che spontaneamente le piccole barriere che hai eretto tutte le volte che non ti sei perdonato e che non hai perdonato. Permetti al dolore di esprimersi, riconoscilo, onoralo mentre  lasci affiorare ricordi e immagini in cui sei stato ferito, hai ferito te stesso e gli altri, e poi lascialo andare in una lenta e profonda espirazione, mentre ripeti:

Ora ti chiedo perdono

Ora mi perdono

Ora offro il mio perdono

Continua finché non senti sollievo nel cuore ma non forzarti, ricorda sempre di non giudicare il modo in cui ti senti e che non c’è un modo giusto di sentirsi durante la meditazione: come ti senti è il modo giusto. Forse non sei ancora pronto a perdonarti e a perdonare. Va bene così. Continua semplicemente la pratica e lascia che siano le parole e la pratica costante a lavorare gentilmente dentro di te e a far emergere nel tuo cuore la qualità della gentilezza amorevole che è sempre presente in noi.

Buona pratica e tanta leggerezza a tutti,
Kiki


LA PRATICA DI DIRE SI

 

Prendiamoci una pausa e fermiamo il corpo. Troviamo una posizione comoda e facciamo alcuni respiri profondi e generosi per dare il benvenuto a tutto quello che sta passando ora in questo momento nel nostro corpo, nel cuore e nella mente. Rilassiamo il viso e accenniamo un ‘piccolo bocciolo di sorriso sulle labbra’ (Thich Nhat Hanh). Richiamiamo alla mente una situazione difficile che ci provochi dolore, irrigidimento, paura o altre sensazioni negative. Continuiamo a respirare naturalmente e proviamo a dire un timido sì silenzioso, amichevole e gentile a tutto ciò che si presenta nello spazio della nostra consapevolezza. Magari all’inizio ci sembrerà forzato o strano ma consentiamo alla nostra pratica di gettare un seme e notiamo se il corpo si rilassa. Facciamo spazio a questo sì, impariamo lentamente e gentilmente a dire a sì a tutto, a quello che ci piace e a quello che non ci piace, a tutte le nostre parti.

C’è qualcosa di splendidamente coraggioso e liberatorio nel dire sì a tutta la nostra vita incasinata e imperfetta’ Tara Brach

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