MINDFULNESS YOGA

Quando ci dedichiamo ad ascoltare il corpo in modo disciplinato e amorevole per giorni, il corpo a sua volta si mette in ascolto e risponde nei modi che gli sono propri, al meglio delle sue possibilità.
Jon Kabat Zinn

Credo che il compito principale dello yoga sia creare spazi di guarigione. Il compito principale dell’insegnante di yoga è l’ascolto profondo, la comprensione dei bisogni dello studente e adattare la pratica alle esigente di quest’ultimo, guidarli a riconnettersi con il loro corpo in modo sicuro. L’accento è sempre posto sull’esperienza personale interna non sul raggiungimento di una prestazione fisica.

La pratica è un’esperienza sicura, non giudicante, gli allievi sono invitati a un’esplorazione personale delle posture, delle respirazioni e dei movimenti muovendo il loro corpo nel modo in cui essi ritengono ritengono sia più giusto e sicuro. Comprendere attraverso la pratica che il corpo ci appartiene, che può essere sotto controllo, ci aiuta a sentirsi più responsabili nei suoi confronti e ci  aiuta a sviluppare una capacità di auto cura maggiore e a fare scelte più positive nello stile di vita in generale.
L’approccio Mindfulness inoltre sviluppa la capacità di riconoscere le nostre emozioni, invece che ignorarle o giudicarle.


IV EDIZIONE CORSO DI FORMAZIONE PER INSEGNANTI DI MINDFULNESS YOGA

Sono in corso le iscrizioni alla IV edizione del corso di formazione professionale per INSEGNANTI DI MINDFULNESS YOGA© presso la scuola Yoga – Centro studi terapie basate sul corpo – terapie bottom-up dell’Istituto Beck di Roma. Sono onorata di condurre anche questa IV edizione del corso di formazione, MINDFULNESS YOGA© è una modalità di pratica dell’Hatha Yoga che pone particolare attenzione, durante l’esecuzione delle pose (asana), alla presenza mentale, alla consapevolezza del respiro e all’apertura del cuore. Applicando gli insegnamenti tradizionali della Mindfulness alla pratica delle asana rafforziamo la nostra presenza mentale e una consapevolezza aperta, attraverso la quale abbandoniamo la tendenza a giudicarci e a giudicare, a reagire, per fare spazio alla compassione, alla gratitudine e ai sentimenti di amorevolezza verso noi stessi e gli altri.
Il corso di 250h è riconosciuto Yoga Alliance/Csen
Per tutte le info:
https://www.istitutobeck.com/mindfulness/corsi-e-sangha/come-diventare-insegnanti-di-mindfulness-yoga


PUT SOME YIN IN YOUR PRACTICE ♥

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Lo yin yoga è un approccio alla pratica yoga ed è complementare ad una pratica yang. I suoi benefici si concentrano sul tessuto connettivo del corpo (legamenti, tendini, fasce e ossa). Il tessuto yin è ciò che è relativamente nascosto, più vicino al nucleo, lento a cambiare, misterioso, fresco o freddo, e ricettivo. Il tessuto Yang, o muscolare, è più vicino alla superficie, attivo, dinamico, flessibile, e tiepido o caldo.
Le asana dello Yin Yoga stimolano i meridiani che corrispondono agli organi vitali (cuore, fegato, rene, polmone, milza, intestino, ecc). Inoltre agendo sulla fascia, la pratica Yin aumenta la produzione di acido ialuronico nel corpo quindi aumento della produzione di liquido sinoviale (il liquido nelle articolazioni)
Lo Yin Yoga mantiene il corpo flessibile, soprattutto nei fianchi, fluido e ben lubrificato a livello delle articolazioni.


APRIRSI ALLA VULNERABILITA’
Mindfulness Yin Yoga per le sbloccare le spalle

OLYMPUS DIGITAL CAMERALiberare le spalle dai pesi e dalle costrizioni, sciogliere l’armatura per liberare la nostra vita emotiva, ammorbidire il cuore, aprirsi al fluire della vita.
Rendersi disponibili. VULNERABILI.

“Quando si nasce siamo tutti in uno stato di squisita vulnerabilità. Siamo immensamente sensibili. Ogni nuova esperienza è piena di meraviglia e trabocchiamo di entusiasmo e spontaneità. Man mano che cresciamo, però, la maggior parte di noi perde questo stato prezioso. Svaniscono la gioia, l’innocenza e molta della nostra spontaneità, e spesso diventiamo cauti e diffidenti verso la vita e gli altri.
Diventare veri significa imparare a essere di nuovo vulnerabili. Significa capire che essere vulnerabili è ciò che porta gioia e ricchezza alla nostra vita.”
OSHO


 

GIOVEDì 12 MARZO ORE 20:00 A YOGA SUITE
MINDFULNESS YIN YOGA focus on meridiano fegato e cistifellea (Spring detox)
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Yin Yoga lavora sui meridiani, mantenendo alcune pose per un tempo più lungo, si influenzano profondamente i tessuti connettivi e si aprono i canali per il rilascio delle tossine residue; ciò facilita il fluire della circolazione stagnante e libera il flusso vitale. Le modalità della pratica permettono di agire sulla fascia e di lavorare quindi con la memoria emozionale del corpo.
Per sbloccare l’energia e accogliere le emozioni e i comportamenti legati a questi due importanti meridiani: nervosismo, impulsività, incapacità di prendere decisioni (cistifellea)irritabilità, impazienza, rabbia, chiusura in se stessi.


MINDFULNESS YOGA TEACHER TRAINING

‘Possiamo arrenderci completamente all’abbraccio della gravità. Lasciarci affondare nel pavimento e lasciare che sia lui a fare il lavoro e prendere dimora nel momento presente’
MINDFULNESS YOGA TEACHER TRAINING 
Felice ed onorata di insegnare nel primo corso di Hatha Yoga applicabile al protocollo MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction del dott. Jon Kabat-Zinn della University of Massachussetts) riconosciuto Yoga Alliance presso l’Istituto Beck per la Terapia Cognitivo Comportamentale di Roma.

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ESERCIZIO PER RAFFORZARE I MUSCOLI DEI PIEDI

11824223_1059784420713264_589548591_nLa struttura di un edificio dipende dalla solidità delle fondamenta. Se sono deboli o poco affidabili, tutto l’edificio ne risentirà. Su una base malferma non si può costruire niente di duraturo (cit. R. Rittiner, Yogaterapia) I piedi sono una parte del corpo spesso trascurata se non dimenticata. Eppure sono proprio i nostri piedi a portarci nel percorso della nostra esistenza. I piedi sono in continua interazione energetica con il terreno, quando abbiamo la fortuna di camminare a piedi nudi sull’erba li possiamo sentire carichi di energia e vitalità.

 11815660_1059784440713262_1883903506_nCon una toning ball da pilates puoi fare un semplice esercizio di equilibrio per rafforzare i muscoli dei piedi, coltivare il senso di equilibrio, potenziare i glutei, i polpacci e lavorare con la postura.

 

 

 

 


HANDS OFF CLASS, ONORA IL POSTO DOVE TI PORTA IL TUO CORPO, ONORA LA TUA STORIA

Le mie classi di yoga sono essenzialmente hands off. Ovvero se non è necessario per la loro sicurezza non tocco i miei studenti per adattare il loro corpo alla posa. Comunque, un eventuale aggiustamento manuale necessario per la sicurezza del praticante, avviene sempre dopo un’indicazione verbale.

E spesso è un problema. Siamo così abituati a considerare lo scopo della pratica il raggiungere un obiettivo esteriore che quando non lo raggiungiamo rapidamente ce ne dispiacciamo e ci giudichiamo: ‘non sto facendo un buon lavoro’, ‘sto perdendo tempo’, ‘non sto facendo progressi’…A ciò si aggiunge la tendenza sempre presente a giudicare il nostro corpo: ‘non va bene’, ‘non riesce a fare questa posizione’. Il compito dell’insegnante è portare il praticante nella posa in modo sicuro e stabile e con gentilezza amorevole, guidarlo nell’ascolto del respiro e del corpo, aiutarlo ad osservare quel punto dove è arrivato, proprio quello, il posto in cui lo ha portato il suo corpo. Questo è sempre un luogo bellissimo, che va onorato e non giudicato. Preferisco non toccare i miei studenti durante una posa, certo controllo sempre che siano in un luogo stabile e sicuro, ma non li spingo fisicamente a rappresentare una forma ideale, preferisco accompagnarli nella pratica senza interrompere il loro magico movimento interno e cerco di aiutarli a fidarsi della saggezza del loro corpo e del loro maestro interiore. Certo non è facile, come insegnante bisogna sviluppare una maggiore sensibilità e attenzione e quello che succede fuori e dentro le persone che sono in classe e molti praticanti spesso sono interdetti, abituati a una pratica fatta di aggiustamenti fisici magari anche gentili e amorevoli, se non sono spostati, allungati, modificati non si sentono veramente seguiti dall’insegnante, credono di non aver fatto progressi, di non aver raggiunto nessun traguardo, o peggio, non percepiscono completamente il loro corpo nella posa.

Nello zen abbiamo un detto “se non è rotto non aggiustarlo”.

E’ normale, sul tappetino portiamo anche i nostri schemi mentali, i nostri giudizi e le nostre fantasie di guarigione. Nella nostra pratica segreta, quella invisibile, che avviene sul tappetino ma dentro di noi, pensiamo che ci sia inevitabilmente qualcosa di sbagliato in noi e che ci possa essere qualcosa di esterno che ci farà stare meglio.Ma possiamo fare un atto coraggioso: invece di chiederci se lo stiamo facendo abbastanza bene, invece di pensare che dobbiamo per forza raggiungere un ideale di noi stessi nella posa, possiamo fermarci, fare un respiro profondo e osservare con un cuore sveglio quello che c’è, esattamente così come è, e magari accorgerci che tutto sommato non c’è niente che sia rotto e niente da aggiustare. Certo in questo modo, l’allievo potrebbe restare nella sua zona confort per un bel po’ di tempo, ma è questa la pratica: iniziare quel viaggio solitario che ci porta piano piano lontano da questa zona fino a respirare in quel punto dove riusciamo a sentirci, dove troviamo il nostro limite e lo guardiamo e lo respiriamo con gentilezza e compassione, senza forzarlo e spesso succede qualcosa di meraviglioso, il limite si sposta un po’ più là, si raggiunge un posto nuovo. Magari lo stesso posto lo si sarebbe raggiunto più rapidamente grazie alle mani esperte e gentili di un insegnante preparato, però in questo modo è stato rispettato il proprio tempo e il proprio modo. Abbiamo onorato il nostro viaggio, unico e irripetibile, proprio come siamo noi, perché anche se fatto con tanti compagni di viaggio, gli altri studenti, e una guida esperta, l’insegnante, la pratica rimane sempre sostanzialmente un viaggio individuale che nessuno può fare per noi e l’unico vero insegnante sarà sempre il nostro corpo.

 

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