MINDFULNESS

 

LA PRATICA DI DIRE SI

Prendiamoci una pausa e fermiamo il corpo. Troviamo una posizione comoda e facciamo alcuni respiri profondi e generosi per dare il benvenuto a tutto quello che sta passando ora in questo momento nel nostro corpo, nel cuore e nella mente. Rilassiamo il viso e accenniamo un ‘piccolo bocciolo di sorriso sulle labbra’ (Thich Nhat Hanh). Richiamiamo alla mente una situazione difficile che ci provochi dolore, irrigidimento, paura o altre sensazioni negative. Continuiamo a respirare naturalmente e proviamo a dire un timido sì silenzioso, amichevole e gentile a tutto ciò che si presenta nello spazio della nostra consapevolezza. Magari all’inizio ci sembrerà forzato o strano ma consentiamo alla nostra pratica di gettare un seme e notiamo se il corpo si rilassa. Facciamo spazio a questo sì, impariamo lentamente e gentilmente a dire a sì a tutto, a quello che ci piace e a quello che non ci piace, a tutte le nostre parti.

C’è qualcosa di splendidamente coraggioso e liberatorio nel dire sì a tutta la nostra vita incasinata e imperfetta’ Tara Brach


LA PRATICA DEL PERDONO

Nella pratica mindfulness è fondamentale perdonare se stessi per la nostra salute mentale, per lasciar andare il dolore e dare dignità e armonia alla nostra vita. Perdonare è il modo migliore per andare avanti: “Perdonare significa rinunciare a ogni speranza di un passato migliore”.

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Perdonare è un atto coraggioso che richiede tempo e paziente ripetizione. La pratica mindfulness che ti suggerisco oggi è quella suggerita da Jack Kornfield: praticare cinque minuti di perdono, per te stesso e per gli altri, due volte al giorno per sei mesi, il che significa perdonare trecentosessanta volte!

Durante la pratica inspira con delicatezza nel cuore ed espirando lascia che spontaneamente le piccole barriere che hai eretto tutte le volte che non ti sei perdonato e che non hai perdonato. Permetti al dolore di esprimersi, riconoscilo, onoralo mentre  lasci affiorare ricordi e immagini in cui sei stato ferito, hai ferito te stesso e gli altri, e poi lascialo andare in una lenta e profonda espirazione, mentre ripeti:

Ora ti chiedo perdono

Ora mi perdono

Ora offro il mio perdono

Continua finché non senti sollievo nel cuore ma non forzarti, ricorda sempre di non giudicare il modo in cui ti senti e che non c’è un modo giusto di sentirsi durante la meditazione: come ti senti è il modo giusto. Forse non sei ancora pronto a perdonarti e a perdonare. Va bene così. Continua semplicemente la pratica e lascia che siano le parole e la pratica costante a lavorare gentilmente dentro di te e a far emergere nel tuo cuore la qualità della gentilezza amorevole che è sempre presente in noi.

Buona pratica e tanta leggerezza a tutti,
Kiki

Jack Kornfield, Il cuore saggio, Corbaccio, 2010


LA LOCANDA

L’essere umano è una locanda,
ogni mattina arriva qualcuno di nuovo.

Una gioia, una depressione, una meschinità,
qualche momento di consapevolezza arriva di tanto in tanto,
come un visitatore inatteso.

Dai il benvenuto a tutti, intrattienili tutti!
Anche se è una folla di dispiaceri
che devasta violenta la casa
spogliandola di tutto il mobilio,

lo stesso, tratta ogni ospite con onore:
potrebbe darsi che ti stia liberando
in vista di nuovi piaceri.

Ai pensieri tetri, alla vergogna, alla malizia,
vai incontro sulla porta ridendo,
e invitali a entrare.

Sii grato per tutto quel che arriva,
perché ogni cosa è stata mandata
come guida dell’aldilà.

RUMI

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MEDITAZIONE SULL’AMORE

Jon Kabat-Zinn nel suo Programma per la riduzione dello stress e per il rilassamento propone questa meditazione sull’amore che amo molto e che vi consiglio di praticare regolarmente per permettervi di sperimentare l’amore, il perdono e la gentilezza amorevole, qualità che sono sempre presenti in noi.

IMG_6145Per praticare questa meditazione è sufficiente trovare un luogo calmo e tranquillo e, dopo aver calmato la mente con alcuni respiri profondi, richiamiamo coscientemente sentimenti di amore verso noi stessi ripetendoci mentalmente:
Possa io essere felice,
Possa io essere liber* dall’ira e dall’odio,
Possa io essere pien* di compassione e di tenerezza verso me stess*
In seguito visualizziamo una persona a cui teniamo particolarmente, la sentiamo lì nel nostro cuore e le auguriamo felicità e amore:
Possa tu essere felice,
Possa tu essere liber* dal dolore e dalla sofferenza,
Possa tu provare amore e gioia
Continuiamo così rivolgendo questa benedizione a tutte le persone che amiamo che ci vengono in mente.
Poi individuiamo una persona con la quale abbiamo invece un rapporto difficile, verso cui non abbiamo sentimenti amichevoli ed intenzionalmente coltiviamo nei suoi confronti la stessa compassione e gentilezza amorevole che abbiamo provato nei confronti dei nostri amici e familiari, abbandonando il risentimento e l’antipatia e cerchiamo invece di guardarla come un essere intero, che prova sentimenti, dolore e sofferenza e che come tale merita amore e tenerezza. Se questa persona ci ha ferito, deliberatamente la perdoniamo e se le abbiamo fatto del male, le chiediamo di perdonarci, lasciando cadere il nostro risentimento, il nostro sentirci feriti. Non importa se questa persona sia viva o morta. Liberiamo e alleggeriamo il nostro cuore con questo perdono:
Possa tu essere felice,
Possa tu essere liber* dal dolore e dalla sofferenza,
Possa tu provare amore e gioia.
Continuiamo così, espandendo il campo del nostro amore ancora di più, includendo tutti coloro che soffrono, che hanno bisogno di affetto e cura, fino ad abbracciare tutti gli esseri viventi sul pianeta terra e la stessa terra.

Concludiamo la meditazione, ritornando al nostro corpo, al nostro respiro che ci sta respirando e restiamo ancora un po’ nello spazio del cuore alimentato  dai nostri sentimenti di calore, generosità e amore verso tutti gli essere.

Pratica questa meditazione per sentirti in pace con te stess* e ogni volta che ti senti in conflitto e che il tuo cuore si chiude nell’egoismo o nei sentimenti autodistruttivi.

“La guarigione è una trasformazione del tuo modo di vedere, piuttosto che una cura di certi sintomi. Comporta il riconoscimento della tua interezza e, nello stesso tempo, del tuo essere connesso a ogni altra cosa”.
Jon Kabat-Zinn, Vivere momento per momento

Buona pratica e buona leggerezza a tutt*

 

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